MORK – “DET SVARTE JUV”. L’irremovibile freddezza nordica di Thomas Eriksson!

Freddo, quadrato, compatto, piacevolmente prevedibile. Questi sono gli aggettivi che si potrebbero tranquillamente attribuire a Det Svarte Juv, l’ultimo album pubblicato da Thomas Eriksson, mastermind dietro la creatura dedita al culto del black metal norvegese primigenio Mork. Se infatti qualche tempo fa avevamo parlato di un altro bel disco che rendeva onore al True Norwegian Black Metal più puro, innalzandolo però ad un nuovo livello espressivo, nel caso dei Mork siamo di fronte al più sincero rispetto e dedizione nei confronti della tradizione oscura della madre patria, attraverso una raccolta di brani volti a glorificare tutta quella scena sorta a cavallo degli Anni ’90 nel bel mezzo dei fiordi animati dalla nera fiamma.

Il fatto che Det Svarte Juv esca per Peaceville Records dovrebbe far illuminare una lampadina nel cervello di tutti gli amanti del black metal: infatti il faro più splendente nel songwriting di Eriksson e compagni risponde al nome di Darkthrone, band che viene presa come punto di partenza nella costruzione dei brani, mostrando più di una semplice devozione nei loro confronti. Ma non parliamo dei primi vagiti ormai (trve) kvlt a cura di Fenriz e Nocturno Culto, bensì di quel periodo che li ha portati ad identificarsi sempre di più con il black’n’roll. A questo proposito è lo stesso Eriksson a parlarci meglio del filo conduttore di Det Svarte Juv:

“L’album nasce in un periodo oscuro e strano della mia vita. Dal 2017 in poi, proprio durante la produzione di questo album, si sono susseguite una serie di tragedie che hanno consumato la mia esistenza. Perciò “Det Svarte Juv” è pieno di tristezza, odio, dolore ma anche di forza e fiducia. Questo disco contiene la mia anima, la mia essenza, senza intrusioni del mondo esterno. Secondo me è il meglio dei Mork. “Det Svarte Juv” è pieno di riff, di black’n’roll, di disperazione e di melodie malinconiche. È esattamente quello che doveva essere”.

Se ancora non vi fosse chiaro qual è il sound che i Mork ricercano ci penserà subito il primo brano in scaletta – Mørkeleggelse – a chiarirvi le idee: un midtempo compattissimo e squadrato, che alterna riff di chitarra taglienti e batteria pestatissima ad uno scream acido sorretto da un coro tetro ed inquietante. Stop’n’go, break di basso distorto e ripartenza con cadenza quasi doom. In mezzo un arpeggio diminuito e un finale noise. In cinque minuti e mezzo i Mork ci mostrano tutta la gamma di ispirazioni e citazioni a cui si rifà il loro sound. E riescono a convincere.

Questa sarà la direzione di circa tutto l’album, che però non mancherà di riservare qualche sorpresa nascosta qua e là: ad esempio i cori tonanti e l’andamento à la Candlemass di På Tvers Av Tidene, che chiama in causa anche i migliori Kampfar; impossibile non fare headbanging in questo caso.

Man mano che si prosegue con la scaletta ci si accorge che l’elemento più versatile nella proposta dei nostri è la voce di Eriksson, capace di passare dagli scream più caustici ad un simil-growl più basso e scuro, ma sempre pieno e mai sfiatato. Un mix di stili vocali che vanno sempre a richiamare alla mente queste e quelle influenze, ma che risulta adattissimo al sound dei Mork.

Quel che è certo è che la band non rallenta mai, senza concedere un attimo di respiro all’ascoltatore; ma in questo aiuta la sempre ottima produzione di Jack Control (Enormous Door, già “casa” dei Darkthrone), abile nel mantenere un ottimo bilanciamento tra un suono old school e un attitudine tutto sommato moderna, che non suona mai eccessivamente retro. Ottimo esempio un pezzo come I Flammens Favn, che mostra il lato più aspro e dissonante dei nostri, senza però perdere minimamente potenza e soprattutto pienezza per quel che riguarda il suono, in questo senso moderno ed attuale. Ed ancora più attuale è l’andamento quasi post-black metal di Karantene, con il suo arpeggio suadente e un riffage in bending quasi da breakdown. Forse il mio pezzo preferito dell’intero album.

Chiude l’album la titletrack, che un po’ come l’iniziale Mørkeleggelse, ci mostra tutte le frecce che i Mork hanno al proprio arco, ancora una volta riuscendo a suonare convincenti grazie soprattutto all’alternanza degli stili vocali adottati da Eriksson. Il finale regala un momento riflessivo ed emotivo finora inedito, che dona un ultimo momento di sussulto prima della conclusione del disco. Ottimo anche il lavoro minimale di batteria, che riesce a mantenere la giusta tensione per quasi sei minuti di gelide emozioni.

I Mork erano attesi al varco, dopo il successo del precedente Eremittens Dal, disco che li aveva fatti salire sul carrozzone delle migliori band black metal norvegesi, e con Det Svarte Juv non hanno disatteso le aspettative dei fan e della critica, confezionando un disco che offre sostanzialmente tutto ciò che ci si aspettava fin dall’inizio: puro e semplice black metal, composto bene, suonato e cantato anche meglio e che rende onore all’origine del genere e della scena. Tutto ciò è assolutamente positivo, ma anche estremamente monotono a pensarci bene. Lungi da me dire che stiamo parlando di un brutto album, perché non è assolutamente così, però questo disco si limita a dare certezze, non a sorprendere. Ma già questo, al giorno d’oggi, non è poco.

Il consiglio quindi è: puristi del black metal ascoltate Det Svarte Juv perché sicuramente troverete pane per i vostri denti e lo apprezzerete alla follia; se invece siete ascoltatori che del black metal si aspettano novità e sperimentazione forse questo disco vi piacerà, ma non vi farà di certo gridare al miracolo. Io personalmente l’ho apprezzato, ma non è riuscito a sconvolgermi. Rimane pur sempre un ottimo ascolto, per tutti i sinceri cultori della nera fiamma.

La copertina minimale ed oscura di Det Svarte Juv è opera dell’artista francese David Thiérrée (autore anche di certi artwork per i Behemoth) e cattura adeguatamente le atmosfere del disco. Come spiegato da Eriksson:

Ho spiegato la mia visione e i miei sentimenti a David e lui ha creato esattamente quello che mi aspettavo. Ha raffigurato l’ultimo passo prima del salto nell’oscurità perenne”.

Voto: 7/10

Distribuito da: Peaceville RecordsAudioglobe

Data di uscita: 19/04/19

Mork

Dove potete ascoltare/acquistare il disco: Peaceville RecordsAudioglobeSpotify

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