“LETTERS FROM THE DEAD” – THE OLD NICK. Pagine di orrore e black metal.

PREMESSA

L’articolo che state per leggere è tratto da un video, pubblicato sul canale YouTube di Shiva Produzioni, sito dedicato al cinema underground ed estremo con il quale collaboro scrivendo articoli e recensioni a tema prettamente musicale. Il video in questione è dedicato alla recensione del film Lords Of Chaos (io ne ho parlato qui) e contiene un mio intervento, che è quello che potete leggere qui sotto. Vi consiglio però di visionare il video per intero e a questo proposito ve lo lascio qui alla fine di questa premessa. In questa pagina invece potrete leggere un articolo che porta sempre la mia firma e che funge da introduzione al video citato prima; vi parlo del documentario Until The Light Takes Us, facendo un excursus storico attraverso la storia del black metal, in particolare concentrandomi sulle figure di Fenriz dei Darkthrone e di Varg Vikernes dei Burzum. Ci tengo moltissimo, quindi se vi fa piacere leggetelo. Ma ora passiamo all’articolo di oggi, dedicato ad un libro veramente speciale.

LETTERS FROM THE DEAD – IN MEMORY OF PELLE OHLIN (1969-1991)

  • Langhus, 21 marzo 1990

Only Black is true, only Death is real!!! Gore is trend!.

Per “Pelle” Yngve Ohlin

Si apre con queste parole la prima lettera contenuta nell’opuscolo che finalmente stringo tra le mani, dopo settimane di attesa e bramosia. L’autore della missiva è Per “Pelle” Yngve Ohlin, meglio conosciuto come Dead, il cantante svedese che militò nei Mayhem dal 1988 al 1991; mentre il libretto in cui essa è contenuto si intitola Letters from the Dead e la sua origine è tanto curiosa quanto affascinante.

Nel 1990 il quasi ventunenne Dead era già il cantante ufficiale dei Mayhem, ai quali aveva contribuito a donare un’immagine molto più definita rispetto a quella del periodo risalente all’Ep Deathcrush (1987), inventando di fatto il corpse-painting e creando quell’alone di oscurità ed occultismo intorno alla propria musica e alla propria figura, finendo con l’immedesimarsi totalmente col nuovo concetto di “black metal”. Ma Dead si occupava soprattutto di musica e lo faceva scrivendo continuamente nuovi testi per la sua band e preoccupandosi di gestire la corrispondenza per conto della neonata etichetta Deathlike Silence, di proprietà del compagno di band Euronymous, che in pochissimo tempo era già diventata una piccola realtà indipendente nel mercato discografico underground e provava ad allargare le proprie vedute al di fuori della Norvegia.

E qui ha inizio la storia del nostro libro, poiché in questi anni dove si diffonde la pratica del tape trading e la musica underground circola grazie a pochi veri appassionati, i musicisti esordienti e le piccole etichette indipendenti possono fare affidamento solamente sul cosiddetto passaparola, che viene veicolato in primis dalle numerose fanzines sparse in giro per il mondo, sempre alla ricerca di novità musicali da promuovere e far conoscere ai propri lettori. Dead è un infaticabile amanuense e si prodiga nello scrivere lettere in giro per il mondo, principalmente per cercare dei possibili venditori per i dischi stampati dalla Deathlike Silence. Tra i paesi cui Dead si rivolge c’è anche l’Italia. E il destinatario delle missive del giovane svedese risponde al nome del tarantino The Old Nick, attento conoscitore della scena underground sulle pagine della rivista Flash e ideatore della fortunata fanzine Metal Destruction, dedicata alle scene death e black metal. Il nostro è anche il fondatore dei Funeral Oration, cult band della scena black metal italiana, che vedeva tra le proprie fila anche Fabban, il quale in seguito darà vita ai più noti Aborym.

Una cosa tira l’altra e da una singola lettera gli scambi epistolari tra Dead e Nick si fanno sempre più intensi e personali, fino a comporre un corpus di scritti che è rimasto inedito per quasi vent’anni, fino al momento in cui, nel 2016, Old Nick ha deciso di dattilografare tutte le lettere che aveva conservato, per raccoglierle in un unico libretto che le contenesse tutte in ordine cronologico. Non pago di ciò, il nostro ha stampato gli originali e allegato anche una serie di disegni ad opera dello stesso Dead, tra i quali spicca sicuramente il logo della Deathlike Silence fatto a mo’ di collage, oltre a un flyer dei Mayhem datato 1989, sempre composto con dei collage di fotografie dei membri della band e stampato tramite una rudimentale fotocopiatrice xerox, la quale, a quanto possiamo leggere, non piaceva particolarmente al giovane Pelle. Il libro di Old Nick, essenziale e spoglio nel suo accecante ed intenso viola, si presenta ai lettori come una fanzine dei begli anni passati, spillata, concisa e senza futili divagamenti; un’operazione rivolta principalmente a chi conosce già la figura di Dead e vuole approfondirla dal punto di vista strettamente umano, ma soprattutto un tributo a un artista e ad un amico, rappresentato nella maniera più fedele e sincera che possa esistere: le sue lettere. Il libro è stato stampato in una limitatissima tiratura di 666 copie – di cui la mia è la n. 475 e il numero scelto non è affatto banale.

La mia copia del libro n. 475: in alto il logo della Deathlike Silence creato da Dead.

Di cosa parla quindi Per Yngve Ohlin nelle sue conversazioni con Old Nick? La risposta non sarà completamente esauriente, in quanto spero che potrete essere interessati ad approfondire l’argomento attraverso la lettura del libro stesso, ma quel che è doveroso dire è che le lettere di Dead sono le lettere di un ragazzo che stava progettando una vita fatta di musica e passioni, una su tutte il disegno, e che sperava, attraverso esse, di poter viaggiare per l’Europa, per visitare la sua meta più agognata: la Transilvania. Seppur ai limiti di un comportamento borderline, intuibile anche solo dalle proprie esternazioni attraverso queste missive e comprovato dalle numerose testimonianze degli amici e dei conoscenti riguardo le numerose azioni macabre ed occulte che il nostro era solito eseguire, Pelle Ohlin mostra attraverso la scrittura una voglia irrefrenabile di conoscenza, orientata verso i lati più reconditi ed oscuri dell’animo umano.

Sebbene il nostro scriva ad Old Nick principalmente per informarlo di questioni riguardanti le pubblicazioni della Deathlike Silence – informazioni su edizioni di dischi in fase di stampa, costi di spedizione, band presenti nel roster dell’etichetta, accompagnate da giudizi personali – è anche vero che questi argomenti sono poi la rampa di lancio per spingere la conversazione verso lidi maggiormente personali ed intimi, che vanno dalla infruttuosa ricerca di quella magica colla italiana che funziona cento volte meglio di quella norvegese, che inevitabilmente finisce per rovinare tutti i dischi in fase di spedizione, fino alle esperienze occulte di Dead, che ebbero inizio quand’egli aveva dieci anni:

Una volta ho avuto una strana esperienza: avevo delle emorragie interne e non era stato possibile vederle attraverso i raggi x, così continuavo a sanguinare e sanguinare fino al punto in cui finalmente svenni e caddi a terra, poiché mi stavo dissanguando. Il cuore non aveva più sangue da pompare e le mie vene e le mie arterie si stavano svuotando del tutto. “Tecnicamente” ero morto. Nel momento in cui caddi (addosso a una porta, sentì in seguito), vidi uno strano colore blu tutt’intorno a me, era trasparente e quindi per un attimo, potei vedere tutto in blu, fino a che un qualcosa di un bianco scintillante e “caldo” mi circondò.

Per “Pelle” Yngve Ohlin (trad. mia)

Quella che Dead definì un’esperienza premorte e che lo fece appassionare in seguito alla teoria dei piani astrali, distinti a seconda del colore corrispondente, fu molto probabilmente all’origine della conseguente Sindrome di Cotard, una condizione per la quale il ragazzo era convinto di essere morto, sebbene fosse in effetti ancora vivo. Da questo momento in poi Dead affermerà di essere riuscito ad entrare in contatto con varie entità spirituali e di aver vissuto numerose esperienze paranormali, che poi con gli anni sono drasticamente diminuite.

È la ricerca di queste esperienze pregresse che alimenta la sete di conoscenza di Pelle, il quale si convince sempre di più di dover spingere il proprio corpo al limite, per ricreare attraverso il dolore e la mutilazione, quella stessa condizione in cui si trovava nel momento in cui visse la sua primissima esperienza astrale. L’automutilazione, i tagli e i rituali ad essi collegati potrebbero essere all’origine del suicidio del cantante, avvenuto l’8 aprile 1991, e il primo ad esserne convinto è lo stesso Old Nick, il quale sostiene che la morte di Dead potrebbe essere legata alla magia del caos o ad una sorta di rituale di cui poi lo svedese avrebbe perso il controllo. Il sangue ossessiona Dead al punto di farlo interessare sempre più visceralmente al vampirismo, del quale nutre una conoscenza approfondita, ma che non gli basta; infatti egli nutre il desiderio di poter visitare la Romania, ed in particolare la regione della Transilvania, con i suoi castelli ricolmi di storia e leggende e i suoi passaggi segreti, che porterebbero direttamente al luogo sacro dove la contessa Bathory effettuava le proprie nefandezze. La Transilvania è il miraggio ideale di Dead, il luogo dove egli avrebbe voluto vivere e magari incontrare una comunità di porfiriani, per la quale essere il personale donatore di sangue, come fosse un lebbrosario. E la porfiria non è nient’altro che la patologia tendenzialmente collegata all’origine del vampirismo, diffusa in tutto il mondo, ma soprattutto in Svezia.

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The Tourist’s Guide To Transylvania (1981); uno dei libri che Dead ricercava con interesse.

E poi la ricerca di alcuni rari fiori magici, che sarebbero legati al fenomeno della licantropia. Dead ne da i nomi e le descrizioni e ipotizza un loro collegamento ai momenti di luna piena, che influenzerebbero tutto lo spettro dell’animo umano.

Si parla anche di satanismo, e in questo campo Pelle persegue una ricerca precisa, che si contrappone decisamente al “moderno” culto inaugurato da Anton LaVey e dalla First Church of Satan: egli ricerca in giro per la Svezia un tipo di “sette oscure” (dark covens) che officiano ai propri riti con sacrifici umani e veri e propri atti di cannibalismo. Da qui deriva anche la volontà di conoscere meglio le arti magiche, attraverso la lettura dei testi ad esse dedicati, inafferrabili poiché rinchiusi all’interno del British Museum e della British Library a Londra. Londra è proprio la città maggiormente agognata da Dead per quel che riguarda la sua sete di conoscenza, difatti nelle sue lettere, il cantante esprime spesso il desiderio di chiedere a qualche amico di penna londinese la possibilità di recuperare in un qualche modo alcuni libri che egli reputa fondamentali, uno su tutti il famigerato De Mysteriis Domini Sathanas, esistente in una sola copia al mondo.

L’essere estremo per Dead non è un atteggiamento di posa o un modo per essere comunicativo, è una vera e propria condizione vitale, che rimane coerente per tutta la sua breve esistenza. Dai vestiti seppelliti per simulare una condizione cadaverica, alle torture autoinflitte, alla ricerca esoterica, tutto è eccessivo in Dead, e ciò gli sarà fatale.

Ma oltre agli aspetti più oscuri, le lettere ci rivelano un lato di Dead inaspettato e avulso dal contesto leggendario che ci viene riportato dai media e dai fans fin dalla sua morte: infatti Pelle è prima di tutto una persona curiosa ed appassionata, senza peli sulla lingua quando deve esprimere un’opinione, anche la più scomoda. E in questo senso fa specie il commento che egli riserva all’intoccabile Quorthon dei Bathory, definito nientemeno che un poser, che finge di essere dark and evil, ma che in realtà è solamente un misero wimp, che ha rilasciato dei pessimi dischi. E i giudizi negativi si riverberano anche sull’attuale scena death metal, che pullula di cloni dei Carcass, che si nascondono dietro testi gory, ma che non hanno assolutamente la minima idea di che cosa sia davvero il male; i concerti dei Mayhem, resi macabri dalla presenza di teste di maiali impalate e lancio di carne putrefatta sul pubblico, sono la vera essenza del male, ciò che fa impallidire intere pletore di deathster imberbi.

Ma ci sono anche alcuni pensieri positivi che Dead dedica ad alcune band, in particolare agli ungheresi Tormentor, definiti INCREADIBLY KILLING GREAT; ed è proprio il cantante di questa band, Attila Csihar, che prenderà il posto di Dead nei Mayhem, il che rende la lettera in questione ancor più macabra. E ancora giudizi positivi per i Merciless, gli Asphyx, i Pungent Stench, nonché parole di stima per gli italianissimi Schizo, così come per i Mortuary Drape e per gli stessi Funeral Oration, giudicati una band ok. Non per ultima, una accorata richiesta ad Old Nick nella speranza di poter ricevere l’indirizzo di un certo Paul Chain!

La passione che invece non ci si aspetta è la prima che Dead ci racconta: il disegno. Addirittura arriveremo a scoprire che il cantante stava progettando di scrivere e disegnare un fumetto, così come aveva progettato un possibile logo per la Deathlike Silence e sperava di poter collaborare con un qualche disegno alla fanzine di Old Nick, Metal Destruction.

Infine la corrispondenza tra Dead ed Old Nick ci rivela la cura e l’amore che il giovane svedese riponeva nella propria band, per la quale sognava grandi progetti, tra tour europei e brani sempre più oscuri e diabolici; in un passaggio significativo il nostro chiede a Nick se fosse per caso a conoscenza di contatti per poter entrare direttamente in Vaticano per poter registrare un grande coro cristiano come introduzione per la titletrack del disco dei Mayhem che la band si apprestava a registrare: De Mysteriis Dom Sathanas. L’intenzione era quella di poi prendere questa registrazione e mixarla ad una invocazione satanica effettuata da una vera setta. Tutto estremamente reale, niente finzioni. Questo era il modus operandi di Dead, che in queste pagine viene spontaneo idealizzare come il vero leader dei Mayhem; Euronymous non viene neanche mai nominato.

E se state pensando che i Mayhem non avessero problemi ad andare in tour o che trovare date fosse facile, al contrario di oggi, beh vi state sbagliando di grosso: sono tantissimi i casi di date annullate per la band di Euronymous, così come tanti sono i casi in cui la band viene truffata o raggirata dall’organizzatore di turno.

Ma in ogni caso, i passaggi dove Pelle racconta la genesi di brani immortali come The Freezing Moon e Carnage sono emozionanti, così come lo è leggerne i testi sui manoscritti originali in fondo al libro. E il momento che personalmente mi ha colpito di più è stato leggere la data e il luogo di scrittura di una lettera in particolare, in realtà una cartolina: 26 novembre 1990, Leipzig. Una missiva cortissima ed ininfluente, ma che ci riporta subito con la mente al leggendario Live in Leipzig, registrato esattamente in quella data. Brividi.

Le curiosità non si limitano a questi dati qui riportati, ma spero che la voglia di recuperare questo Letters from the Dead potrà aiutarvi a conoscere meglio tutti i retroscena che qui non vi ho illustrato.

Una lettura necessaria per ogni vero appassionato di black metal, una lettura speciale per commemorare un artista che ha dedicato la propria vita all’estremo, fino a rimanerne travolto nella maniera più tragica ed al contempo coerente. Dead che è il riflesso speculare di Rudolf Schwarzkogler nel rendere il proprio corpo e la propria esistenza manifesto orrorifico di una condizione umana miserabile e indegna, che necessariamente potrà portare solo all’ineluttabilità della morte autoinflitta.

Immagine correlata
Una delle performance artistiche più celebri di Rudolf Schwarzkogler, durante la quale egli si bendava completamente (1965/66 ca.)

Chiunque fosse interessato ad acquistare il libro lo può trovare qui (attualmente fuori catalogo, ma potete richiederlo), oppure contattare l’autore The Old Nick su Instagram.

Alex Cavani

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