#RistampeFeticiste: TARTAROS – “THE GRAND PSYCHOTIC CASTLE”.

Quando ti bastano 25 minuti di musica per entrare nel cuore degli appassionati di un genere vuol dire che o sei molto bravo, oppure hai saputo creare intorno a te un bell’alone di interesse, che sia legato alla musica o a fattori esterni che però incuriosiscono non poco gli ascoltatori continuamente alla ricerca di curiosità. D’altronde Reign In Blood durava meno di mezzora, ma la storia lo sappiamo tutti com’è andata a finire.

E quindi, quando ho scoperto della recente ristampa di un dischetto, un Ep semmai, a cui ero molto legato da ragazzino, forse più per la sua copertina, capace di trasmettere innumerevoli sensazioni oscure e maligne, che per la consistenza artistica della proposta musicale, che allora soddisfaceva il mio interesse solamente per quel che riguardava il riuscire ad inquietarmi, non per altro, non ho potuto far altro che procurarmela!

Parliamo di The Grand Psychotic Castle, primo Ep – a seguito di un demo uscito nel ’94 – dei norvegesi Tartaros, una delle tante (one man) band uscite dalla seconda ondata black metal che in quegli anni si stava affacciando sull’Europa intera. Dietro la band si celava il solo Charmand Grimloch, alter ego di Joachim Rygg, che doveva già avere una visione musicale ben definita, tanto da ibridare il classicissimo black metal sporco e tagliente che stava caratterizzando l’intera scena norvegese, con influenze sinfoniche a base di sintetizzatori. Certo, nel ’94 se ne erano già usciti gli Emperor con il loro folgorante debutto, mentre poco prima che la stessa band facesse uscire il seguito – Anthems To The Welkin At Dust (1997) – il nostro Charmand Grimloch ultimava e si apprestava a far pubblicare The Grand Psychotic Castle, registrato nel ’96 nei Grieghallen studios di Bergen, dove guarda caso, proprio Ihsahn e Samoth avevano registrato il debutto e stavano registrando il secondo disco.

Tutto questo per dire che nell’Ep dei Tartaros le influenze dei maestri Emperor sono ben percepibili, seppur mitigate da una personalità che a tratti emerge prepotentemente, soprattutto nella scelta di donare uno spazio e un’importanza ampia alle partiture sinfoniche, le quali talvolta si amalgamano alla furia del black metal, ma spesso si ergono nel mix finale in modo tale da dominare le composizioni dall’alto; altre volte invece i sintetizzatori si prendono tutta la scena, regalando anche vere e proprie citazioni “pop” (in Dark Red Light Upon The Bomos si sente uno stacchetto di tastiere che sembra provenire direttamente da Nightmare Before Christmas ad esempio). Inoltre non mancano samples di urla e suoni inquietanti, che si legano indissolubilmente alla magnifica copertina, dove su uno sfondo verdognolo si staglia un maestoso castello, anticamera di spiriti e misteriose presenze; una delle mie copertine preferite di sempre.

In fondo le caratteristiche dell’Ep sono già state nominate: personalmente ho sempre considerato il disco come un’unica lunga traccia, caratterizzata da furia black metal, silenzi, inquietudine e suggestioni macabre sempre dietro l’angolo. Il sound del disco originale, ascoltato oggi, risente però del corso del tempo, al contrario dei dischi degli Emperor, capaci ancora di suonare freschi e malvagi a discapito degli anni passati.

E qui allora entra in gioco la ristampa della Archivist Records (ARC. vol. XIII), etichetta ucraina che ha deciso di rimasterizzare il disco originale – edito dalla Necropolis Records – in una elegante e semplice versione digibook che oltre a dare nuova luce alla musica, rende giustizia anche alla copertina, ora più bella che mai. Le differenze con il disco originale, uscito nel corso del 1997, e questo, riedito a distanza di più di vent’anni, sono palesi e fortunatamente tutte da intendere in senso positivo: le parti sinfoniche ne escono rinvigorite e meno “plasticose”, mentre le chitarre sono belle piene e taglienti e si percepisce bene anche il basso, seppur non predominante nel mix finale.

Insomma, un piccolo cult da recuperare a parer mio, anche perché l’edizione è limitata e non c’è motivo per lasciarsi scappare questo pezzo di norwegian black metal che a modo suo ha ricoperto un pezzo di storia della musica che amiamo. Andate e ascoltate!

Risultati immagini per charmand grimloch

Distribuito da: Archivist Records

Data di uscita: 2018

Tartaros

Dove potete ascoltare/acquistare il disco: Archivist RecordsYoutube

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